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Iqbal e i diritti negati

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Quanti ragazzi sono costretti a lavorare in una fabbrica?

Il problema del lavoro minorile è veramente serio. Quanti diritti sono violati!!!

 

Un giorno noi e i nostri amici abbiamo "conosciuto" Iqbal Masih, un bambino pakistano costretto a lavorare in una fabbrica di tappeti.  Abbiamo cercato di scoprire la sua storia attraverso un video proposto dalla nostra insegnante.

Vogliamo farla conoscere anche ai fedeli lettori di Increscendo.

Iqbal viveva in Pakistan, un paese lontano dal nostro. Non andava a scuola, ma lavorava da un signore molto ricco. Era un bambino schiavo e fabbricava tappeti. Era arrivato in un “laboratorio prigione” in un giorno d’estate. Tutti i bambini che lavoravano in quella fabbrica venivano da famiglie poverissime ed erano sfruttati duramente. Purtroppo in Pakistan questo accade anche oggi.

I genitori di Iqbal e quelli di tutti gli altri bambini vendevano i propri figli al padrone del laboratorio per saldare i loro debiti. 

Il lavoro iniziava al sorgere del sole. La moglie del padrone suonava per tre volte una campana e a quel segnale diversi bambini si sedevano davanti al proprio telaio e iniziavano il loro compito. Arrivavano alla sera stanchissimi e con le dita sanguinanti a causa dei fili che tagliavano i  polpastrelli.

 <<Scapperemo, vedrai!>> Gridava Iqbal ogni giorno alla sua amica. Un giorno Iqbal se ne andò davvero fuggendo da una piccola finestra rimasta aperta nella fabbrica del suo padrone. Una volta uscito, però, non si dimenticò di nessuno dei bambini rimasti la dentro. Chiese aiuto alla polizia. Voleva denunciare il suo padrone per come faceva vivere e lavorare i bambini. I poliziotti si rilevarono corrotti e riportarono Iqbal al padrone in cambio di una ricompensa in denaro. Quest'ultimo tentò di scappare numerose volte, ma veniva sempre ritrovato e riportato al suo padrone. Questo perchè lui era molto bravo nel suo lavoro e  faceva guadagnare molto al suo padrone.  Un pomeriggio Iqbal scappò ancora e finalmente incontrò gli uomini del fronte per la liberazione del lavoro minorile. Riuscì a denunciare il suo capo e decise di dedicare la sua vita alla fondazione che lo aveva salvato. Iqbal cominciò a girare il mondo "urlando" il suo NO contro la schiavitù dei bambini.

Lui ha sempre avuto il coraggio di denunciare i suoi sfruttatori, ma purtroppo non l’ha passata liscia. Il giorno di Pasqua del1965, mentre giocava sulla spiaggia del suo villaggio con l’aquilone, Iqbal venne ucciso dalla terribile mafia dei tappeti e del lavoro minorile.

Iqbal aveva lottato contro la schiavitù dei bambini, ma il suo sacrificio purtroppo non è bastato. E’ riuscito a rendere liberi solo alcuni suoi compagni e, purtroppo, ancora oggi tanti bambini lavorano in schiavitù.

Abbiamo riflettuto sulla storia di Iqbal. Abbiamo discusso in classe sui diritti violati. Iqbal aveva il diritto di vivere in condizioni di salute e benessere, aveva il diritto di avere una educazione di qualità. A Iqbal è stato negato il diritto di andare a scuola, il diritto di giocare. A Iqbal è stato negato anche il diritto alla libertà di espressione.

 

Giacomo e Niccolò Tarana

Classe VA

Scuola Primaria di Bozzolo

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