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TRA UOMO E NATURA...

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La nostra classe III A della Secondaria di Rivarolo ha prodotto alcune riflessioni a commento di un testo di Vittorino Andreoli desunto da un libro di questo studioso intitolato Dalla parte dei bambini (Rizzoli, Milano, 2002; cfr. R. Zordan, Autori e lettori più 3, Fabbri Editori, Milano, 2014, pp. 258-259 [Aree verdi e amore per la natura]). L’assunto di Andreoli è bene espresso in questa affermazione dell’autore: “concludendo, nelle città prevediamo spazi a misura di bambino e facciamo in modo che l’amore per la natura e gli animali non metta in secondo piano l’amore per gli esseri umani”.

Su questa affermazione siamo stati chiamati ad esprimere il nostro pensiero. Riportiamo qui di seguito alcuni nostri contributi.

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Io concordo con l’autore sul fatto che a volte i bambini si dedicano troppo alla natura e non agli esseri umani. Infatti, spesso i bambini si sentono in dovere di rinunciare a qualcosa, per esempio un giocattolo in plastica perché la plastica è inquinante e può fare male alla natura mentre magari c’è qualche adulto che passa e getta qualche residuo di quest’ultima per terra.
Spesso ai più giovani viene detto di non inquinare perché la terra è preziosa e come sarà in futuro dipende da noi. Vengono date tante, troppe responsabilità ai bambini che devono rinunciare quando c’è gente che non si degna neppure di buttare una cartaccia nel cestino. I bambini possono non pensare che cosa vogliano davvero e non si concentrano più sull’essere umano.  Secondo me è scorretto perché è vero che la terra sarà “opera” dei giovani ma i giovani prendono spunto dagli adulti e vedere che essi gettano cartacce per terra per loro non sarà di buon esempio. Anche Greta Thunberg in uno dei suoi discorsi ha ribadito tutto ciò: “I leader del mondo si stanno comportando come bambini, quindi cade su di noi la responsabilità di essere adulti. Le cose non dovrebbero andare così, non dovremmo essere noi quelli che devono gestire la situazione e dire verità scomode. Ancora una volta, nascondono la polvere sotto il tappeto lasciando a noi giovani, ai loro bambini, il compito di pulire per loro”. Infatti, gli adulti tendono a lasciare ai ragazzi e ai bambini tutto il lavoro e loro se ne lavano le mani. Ma cosa ne pensano del futuro dei loro figli, hanno dato un buon esempio, hanno almeno provato a fare la differenza? No. Spesso ci sono adulti che solo per fare due metri usano la macchina, che non fanno la raccolta differenziata perché richiede troppe attenzioni o che semplicemente non buttano un rifiuto. Concludo dicendo che secondo me per migliorare il mondo ci vogliono sì dei giovani pronti a tutto ma anche degli adulti che diano il giusto esempio.

 

Lucrezia Faggiani

 

 

 

 

Secondo me l’autore ha ragione sul fatto che l’amore, la preoccupazione, la pena, ecc. ecc. non siano focalizzate totalmente sull’ambiente e sugli animali così da trascurare gli uomini, le donne ed i bambini che vivono in luoghi in cui c’è povertà, guerra, miseria e fame. Anche se devo ammettere che, se la nostra sensibilità viene trasmessa in questo modo, è colpa nostra!

Ciò perché noi esseri umani (ma soprattutto gli adulti), pensiamo prima di agire; e più ci penso capisco che sono in disaccordo con l’autore perché anche se lui all’inizio dice argomenti in cui io lo appoggio poi, però, penso che non è colpa dei bambini o comunque colpa delle persone che provano preoccupazione per la natura; loro la avvertono a causa di persone che si lamentano di tutto ciò, anche se alla fine sono solitamente persone che inquinano o maltrattano animali senza accorgersene!

 

Marta Adamovic

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Io concordo con la tesi dell’autore che l’amore per la natura e per gli animali non deve sostituire quello per gli esseri umani. E’ giusto, infatti, voler bene al mondo naturale ed animale, ma bisogna offrire amore e aiuto anche agli esseri umani. Questo fenomeno si riscontra non di rado tra i bambini, che farebbero di tutto per il proprio cagnolino ma non per un coetaneo, magari più povero e bisognoso.

 

Angelica Sanguanini 

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